Etna parco zona D

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… Il Parco dell’ Etna si suddivide in 4 zone A – B – C – D, ognuna con grandezze, importanza e regolamenti diversi fra loro.

Considerate soltanto le zone A e B, il parco dell’ Etna, ha un’ estensione complessiva di 45 mila ettari a cui bisogna aggiungere altri 14 mila ettari classificati come zone C e D sono le due aree destinate alla realizzazione e alla strutturazione di servizi per il turismo. Altri 29.000 ettari appartengono al demanio pubblico. Per un totale di circa 90 mila ettari.

ZONA D – E’ la fascia esterna del Parco. Inizia dalla quota più bassa di 580 metri s.l.m. in contrada Petrulli nel comune di Zafferana Etnea.

In questa zona, fortemente antropotizzata, sono presenti dei relitti di bosco di querce, mentre sono molto estese le coltivazioni di ulivo, mandorlo, pistacchio, e di ficodindia e di colture miste.

In questa fascia è consentita la costruzione di case rurali le quali, sempre sotto il diretto controllo del Parco, dovranno avere particolari requisiti di finitura usando prevalentemente i materiali locali. Sono anche consentite le attività agricole, servicolturali, artigianali ed industriali comprese quelle estrattive. (cave)

Non sono invece ammesse le discariche ed in genere le attività inquinanti. E’ altresì vietata la caccia ad eccezione a quella del coniglio. E’ anche vietato esercitare l’ uccellagione, danneggiare, raccogliere o distruggere nidi di uova, introdurre specie vegetali e animali estranee alla della zona.

Obiettivo del Parco, nella zona D, è consentire uno sviluppo che non stravolga le finalità del Parco stesso.