Le Origini

etna1
… L’ Etna ha la propria base sullo zoccolo siculo – calabrese, costituito da rocce cristalline (graniti e gneiss) e sedimentarie (flysh e carbonati) all’ intersezione di numerose fratture dirette soprattutto da nord-nordovest a sud-sud est e da ovest-nordovest a est-sud est.

Il magma alimenta l’ etna attraverso faglie profonde che partono da un serbatoio situato una ventina di chilometri sotto la superficie. Le prime manifestazioni vulcaniche sono cominciate tra 500.000 e 250.000 anni fa (basalti tholeitici sottomarini). Testimonianze di questa attività pre-etnea sono visibili ad Aci Castello, ad Adrano e nelle Isole dei Ciclopi, che non sono altro che piccoli scogli. Si sostiene generalmente che questi roccioni scoglieri sono quelli che Polifemo avrebbe scagliato contro Ulisse e i suoi compagni.

L’ Etna ha cominciato a formarsi davvero soltanto 200.000 anni fa con magmi alcalini. Nello stesso tempo il dinamismo eruttivo ha assunto un carattere esplosivo (frequenti eruzioni freatomagmatiche). Si sono così succeduti numerosi apparati, poi distrutti da violente fasi esplosive, mentre l’ attività eruttiva si spostava a poco a poco verso ovest. Una migrazione dei primi crateri alle bocche attuali di circa 8 Km.

L’ edificio si innalza dolcemente dalla base fino ai 1.800 metri (cioè per l’80% della sua superficie) con una pendenza inferiore ai 10°; più in alto la pendenza aumenta e raggiunge i 20°, definendo così un cono di 10 chilometri di diametro. Per effetto della struttura dello zoccolo, che a est e a sud si trova al livello del mare mentre a nord-ovest a 850 metri di altezza, la zona sommitale è leggermente eccentrica verso nord.

La sommità dell’Etna cosi’ come’ oggi deve la sua morfologia a due caldere: la prima si è formata circa 14.000 anni fa in seguito a un’eruzione molto violenta.

Il Mongibello recente che era sorto al suo interno, apparato dal dinamismo eruttivo molto violento, è stato distrutto a sua volta nel 122 a. C. da una violenta eruzione; si apre allora a circa 2550 metri di altezza, la caldera del Cratere del Piano – 2,5 km di diametro che riaprendosi a poco a poco, ha formato il Piano del Lago, a 2900 metri.

Qui si è formato il cono sommitale attuale , Il Mongibello moderno, apparato dal dinamismo eruttivo nettamente effusivo la cui forma, nelle grandi linee, è stata fissata nel XVIII secolo. Sulla cui cima si aprono 4 crateri in attività quasi continua: la Voragine (1778), la Bocca Nuova (1968), il Cratere di Nord-Est (1911) e il Cratere di Sud-Est (1971). La Voragine e la Bocca Nuova formano attualmente un unico Cratere centrale con un diametro di almeno 1.000 metri.

Numerose colate provenienti dalla zona sommitale si sono allargate nella Valle del Bove, una depressione disabitata (8 km x 5 km) aperta verso il mare, bordata da pareti alte da 600 a 1.100 metri. Si ritiene che la Valle del Bove si sia formata in più fasi durate fino a un’ epoca recente (meno di 5.000 anni fa) seguendo strutture antiche. Le molteplici cause della sua apertura vanno cercate nell’ attività esplosiva preistorica, nelle scosse sismiche che periodicamente colpiscono l’ apparato, nel processo di erosione, e soprattutto nell’instabillità”congenita” del versante orientale.

Si spiega così la maggior frequenza di delle eruzioni sul versante orientale e nelle zone di rift nord e sud individuate recentemente, analoghe alle zone di rift presenti nel Kilauea.

I coni avventizi, molto numerosi e disseminati sui fianchi del vulcano, danno all’ Etna una forma particolare, essi sono oltre 250. I più importanti dei quali sono i Monti Rossi, al di sopra di Nicolosi, i Monti Silvestri, i Monti Sartorius, Nero, Vetore, Minardo, Maletto, Rosso; l’ altezza varia da qualche decina di metri a 250 metri. Questi coni di origine lineare, monogenici, ognuno coronato da un unico cratere hanno probabilmente contribuito al mito dei Ciclopi, i giganti fabbri con un solo occhio che lavorano con Efesto, dio del fuoco nelle fucine dell’ Etna.