Piazza IX Aprile


… E’ il grande “salotto”, quello buono, di Taormina, con i suoi bar all’aperto (centro della mondanità internazionale) ed un belvedere che abbraccia “il panoramia più affascinante del mondo” (parole del francese Roger Peyrefitte, uno dei grandi innamorati di Taormina). Sulla destra, l’Etna ammantato di neve per cinque mesi dell’anno, la baia di Naxos, i giardini dell’ex convento San Domenico, oggi uno degli alberghi più famosi al mondo; di fronte, il mare che ha sullo sfondo le coste della Calabria; ed a sinistra, i ruderi del teatro greco-romano, accanto all’immenso parco del primo albergo di Taormina, il Timeo.

Piazza “risorgimentale”, l’hanno definita gli storici. Ciccio Cipolla, nel suo monumentale C’era una volta Taormina, racconta che il 9 aprile del 1860, durante le messa in cattedrale, si sparse la voce che Garibaldi era sbarcato a Marsala per cominciare dalla Sicilia la liberazione del Sud dagli odiati Borboni.
Non era vera la notizia: Garibaldi sbarcherà a Marsala un mese dopo, il 9 maggio. Ma i taorminesi vollero ugualmente dedicare la loro piazza più bella alla causa risorgimentale e la intestarono proprio alla falsa data venuta fuori dalla cattedrale che aveva acceso tanto entusiasmo e tante speranze nel popolo. Si chiamava Sant’Agostino, la più bella piazza di Taormina, prima di quel felicissimo 1860 risorgimentale: aveva preso il nome dall’ex chiesa con annesso il convento dei frati agostiniani, che, edificata nel 1448, occupa l’intero lato sinistro della piazza ed oggi è sede della biblioteca comunale.
C’è un’altra chiesa di fronte, edificata nel XVII secolo ed aperta ancora al culto: è quella di San Giuseppe, affidata ai padri salesiani. Di stile barocco la facciata, ed anche la duplice scalinata sul davanti.

Ma il monumento più importante della piazza è certamente la torre detta dell’Orologio, edificata nel XII secolo su antiche fondamenta greco-romane, più volte distrutta dai vari invasori della città e sempre riedificata. E’ il monumento-simbolo di una piazza che è insieme il “salotto buono” ed il “cuore” della città, scelto dall’editore Flaccovio per la copertina di un pregevole libro d’arte, Album Taormina, scritto dal giornalista taorminese Gaetano Saglimbeni.